Maistrello Antichità
 
Restauro e vendita mobili antichi
 
   
 

Chi siamo

 
 
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Renato, Claudio, Maurizio e Gianguido
 
               
 

Abbiamo approfondito le conoscenze del mobile attraverso il restauro, accrescendo l'esperienza antiquaria della nostra famiglia. Nella vecchia bottega-laboratorio, oltre a mobili di tutte le epoche, potrete trovare stampe antiche, cornici, quadri ed oggettistica proposti  alla clientela con la competenza e la tradizione della famiglia artigiana.

 
 

Tutto questo nasce dai nostri padri, Rino e Giandomenico, che a partire dall'ultimo dopoguerra hanno esercitato l'attività di falegnami dedicandosi con passione all'arte del restauro, nella ricerca delle tradizioni e delle antiche tecniche. Alla fine degli anni '60, quando in Italia dilagavano altre mode, questi artigiani hanno accettato la scommessa di mantenere viva la tradizione italiana proponendo nel loro laboratorio non solo il restauro ma anche la vendita di mobili.

 
 

Le origini

 
 

 

 
 

 
 
 
Severino " Rino" e Giandomenico "Gianin"
 
     
 

Alla fine della seconda guerra  due ragazzi, i fratelli Rino e Giandomenico Maistrello, erano i punti di riferimento per ogni lavoro artigianale di falegnameria nelle colline di Lonigo. Utilizzavano gli attrezzi del nonno Antonio (detto Toni), contadino nelle terre aride e avare dei monti, che si era costruito gli attrezzi da falegname per fabbricare carriole, scale, ruote di carro, botti per sé e per la gente delle contrade vicine. Rino e Giandomenico svilupparono l’attrezzatura: con i pezzi di un carro armato abbandonato dagli Inglesi costruirono un trapano, una forgia per fare ruote, piastre per saldare a carburo, trivelle. Dalle carriole e botti passarono a costruire mobili su misura, cucine, serramenti in genere e  si dedicarono con impegno anche all’arte del restauro, approfondendo le tradizioni e le antiche tecniche.   Il loro laboratorio, nella vecchia casa a Monticello di Lonigo, divenne una rinomata bottega artigianale nella quale i clienti erano anche ospiti. Dopo la visita al laboratorio si passava dalla cucina e “si cementava” il rapporto col cliente offrendo una fetta di sopressa e un bicchiere (di vino, ovviamente). Le famiglie di Lonigo e del Basso Vicentino ricorrevano a Rino non solo per restauri, ma anche per consigli e idee di arredamento. Giandomenico raccontava scherzosamente che la loro opera era richiesta anche dai frati del convento di San Daniele che “non pagavano in lire ma in corone”.

 
               
 
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